
ISBN La strana creatura del caos
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Metafisico, morale, radicale, banale, personificato in una serie di fisionomie diaboliche, associato alla vita e alla morte, all'eterno e al transitorio, identificato con la carnalità, la passione, la menzogna, la crudeltà, il sadismo. Il male è una di quelle idee forza capaci di attrarre nella propria orbita un universo di discorsi e di figurazioni.
Ma che cosa è il «male»? La stessa morte, il peggiore dei mali, chi può dire che sia sempre un male? Il fatto è che il male è qualcosa di costituzionalmente ambiguo: delitto e castigo, danno e colpa, ma anche malanno e malattia. Ed è da questo germe di ambiguità che si è sviluppata l'i'ndagine moderna sul male, letteraria non meno che filosofica.
Lo scopo di questo libro è di ricostruire le trame di una riflessione che nella parabola del mondo moderno ha progressivamente spostato l'asse del problema da Dio all'io, dalle passioni alla ragione e infine alla psiche. Leibniz e l'illuminismo, la tenebrosa inquietudine di Sade, il razionalismo morale di Kant, il logocentrismo di Hegel, la mefistodicea di Goethe, il nichilismo di Schopenhauer, il vitalismo di Nietzsche, l'indagine di Thomas Mann e Hesse.
Ripercorrendo le tappe principali delle idee e delle figure del male soprattutto nell'ambito della filosofia tedesca, questo libro intende tratteggiare un bilancio critico in grado di guardare al passato, ma di prospettare anche interrogativi per il futuro. Il male ci riguarda: è sul «nostro male» che conviene riflettere.
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