
ISBN Diritti in città
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Contributi di:
Franco Alberti, Mariella Annese, Mauro Baioni, Guido Baschenis, Sara Basso, Filippo Boschi, Antonella Bruzzese, Daniela Buonanno, Lucina Caravaggi, Giovanni Caudo, Andrea Ceudech, Vezio De Lucia, Giovanni Dispoto, Francesco Evangelisti, Lorenzo Fabian, Maurizio Federici, Enrico Formato, Alessia Franzese, Patrizia Gabellini, Cristina Imbroglini, Elisa Iori, Maria Raffaella Lamacchia, Laura Lieto, Giacomo Magnabosco, Elena Marchigiani, Cristiana Mattioli, Stefano Munarin, Barbara Nerozzi, Corinna Nicosia, Carlo Odorisio, Gabriele Pasqui, Claudio Perin, Michèle Pezzagno, Carmine Piscopo, Cristina Renzoni, Anna Richiedei, Simone Rusci, Michelangelo Russo, Paola Savoldi, Devis Sbarzaglia, Michela Tiboni, Maurizio Tira, Maria Chiara Tosi, Laura Travaglini, Pier Giorgio Turi, Nicola Vazzoler, Federico Zanfi.
Il decreto sugli standard è una delle norme fondamentali dell’urbanistica italiana. La sua emanazione, il 2 aprile del 1968, risponde all’intento di regolare la quantità minima di spazio urbano da destinare a servizi e attrezzature collettive: scuole, dotazioni sportive e per il gioco, parchi e giardini, centri civici e istituzionali, religiosi e culturali, presidî sanitari, aree a parcheggio. Si tratta di una norma che, nella sua semplicità, ha avuto implicazioni importanti nelle trasformazioni delle città italiane negli ultimi cinquant’anni, contribuendo a definire le relazioni tra territorio e diritti di cittadinanza, attraverso la costruzione di una riserva di suoli pubblici e la regolazione degli spazi preposti a garantire un’offerta adeguata di attrezzature per l’istruzione, la cultura, la salute, la socialità e la sicurezza. Il volume nasce dalla riflessione e dalla discussione promosse su questi temi tra il 2017 e il 2019 da un gruppo composto da ricercatori di differenti atenei (Laboratorio Standard), con un numero consistente di altri studiosi, professionisti e amministratori pubblici, nell’intento di mettere a valore e fare evolvere entro un quadro condiviso sentieri di ricerca teorica e operativa. Abbiamo scelto una postura orientata a osservare gli standard a partire dal loro lascito spaziale, un consistente deposito di città pubblica, di cui garantire cura, accessibilità, fruizione. Questo patrimonio, materiale e simbolico, è a nostro modo di vedere una delle leve da cui partire per aspirare a una rinnovata stagione di politiche per la rigenerazione dei contesti urbani contemporanei e per il welfare locale. Il volume si chiude con un testo propositivo (un Manifesto articolato in sette punti), il cui obiettivo è individuare alcune delle traiettorie possibili verso l’aggiornamento della norma e la sua applicabilità, oggi.
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