
ISBN Confini libro ITA 204 pagine
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Una delle domande di fondo poste dall’attuale dibattito sull’identità culturale dell’Europa è se il cristianesimo, storicamente radicato in un Occidente sempre più secolarizzato e sollecitato dal problematico incontro con altre fedi e civiltà, riuscirà a conservare la sua dimensione profetica, e se l’Occidente laico potrà ancora riconoscere nella parola di Gesù un punto di riferimento etico e spirituale privilegiato.
Sul futuro della democrazia e sul ruolo del cristianesimo – e, in Italia, della Chiesa cattolica – due acuti osservatori del nostro tempo, lo storico Ernesto Galli della Loggia, di formazione laica, e il teologo Camillo Ruini, si confrontano in un serrato contraddittorio ricco di spunti di riflessione e acute intuizioni. Un sintetico excursus dall’illuminismo ai giorni nostri, necessario per individuare i momenti più significativi nell’evoluzione dei rapporti tra società civile e istituzione ecclesiastica, introduce all¿analisi della situazione del nostro paese, dove il cattolicesimo ha trovato la sua massima espressione politica nei quarant’anni di governo della Democrazia cristiana e dove il Concordato rappresenta tuttora un motivo di scontro ideologico. Nella discussione entrano inevitabilmente questioni decisive per la nostra epoca, e spesso oggetto di roventi polemiche, come i limiti da porre alla scienza e alla tecnologia nella manipolazione della natura, o le istanze etiche che discendono da concezioni della vita e della morte agli antipodi. Ma l’attenzione dei due interlocutori si rivolge anche alle grandi civiltà di matrice non cristiana (in primo luogo quella islamica), rispetto alle quali la Chiesa, come sostiene Ruini, «deve riaffermare la specificità dell’identità cristiana, la sua singolarità, che forse nel tumulto dei tempi minaccia talvolta di appannarsi agli occhi degli stessi fedeli».
Se, dunque, la strada da percorrere per raggiungere reali punti d’incontro tra la cultura laica e quella cristiana appare ancora lunga e tortuosa, non mancano segnali positivi in questa direzione, a cominciare dal messaggio del Concilio Vaticano II e dalla sua interpretazione a opera di pontefici come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, entrambi strenui difensori del concetto di dignità della persona e delle sue attese di giustizia, libertà e pace.
Senza la presunzione di fornire risposte definitive, questo dialogo apre nuovi orizzonti per chiunque desideri approfondire la conoscenza della realtà in cui vive e sia davvero tentato di attraversare i propri «confini», un passo che, prima o poi, ciascuno sarà chiamato a compiere.
Camillo Ruini (Sassuolo, 1931) ha conseguito il dottorato in teologia e la licenza in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana. Consacrato sacerdote nel 1954, ha insegnato a lungo filosofia e teologia. Ordinato vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla nel 1983, tre anni dopo è stato nominato Segretario generale della CEI, di cui è diventato poi Presidente (1991-2007). È stato inoltre cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma dal 1991 al 2008. In seguito è stato Presidente del Comitato della CEI per il progetto culturale, della Commissione internazionale per Medjugorje e del Comitato scientifico della Fondazione Joseph Ratzinger. Ha pubblicato, tra l'altro, La trascendenza della grazia nella teologia di San Tommaso d'Aquino (1971), Il Vangelo nella nostra storia (1989), Le ragioni della fede (1993), Chiesa del nostro tempo (3 volumi: 1996-2007) e, da Mondadori, Verità è libertà (2006), Rieducarsi al cristianesimo (2008), Confini (con Ernesto Galli della Loggia, 2009), Intervista su Dio (con Andrea Galli, 2012). Ernesto Galli della Loggia insegna storia contemporanea presso la facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed è coordinatore del dottorato in filosofia della storia, istituito congiuntamente dall'Istituto italiano di Scienze umane e dall'Università Vita- Salute San Raffaele. Tra i fondatori e direttori del mensile «Liberal», dal 1993 è editorialista del «Corriere della Sera». Fra i suoi libri ricordiamo: La morte della patria (1996), L'identità italiana (1998), Vent'anni di impazienza (2001), Miti e storia dell'Italia unita (con Giovanni Belardelli, Luciano Cafagna e Giovanni Sabbatucci, 1999). Inoltre ha curato, con Loreto Di Nucci, il volume Due nazioni (2003).
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