
ISBN Sincope libro ITA 88 pagine
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Lí in fondo ad ogni ultimo verso improvvisa è la perdita di coscienza. Lettore, io emetto suoni su tempi deboli, che siano essi di giorni riposti o demenza, cosí l'alcol, cosí l'amore e la morte.Sono queste le mie verità, lasciano le visioni accese persino al gelo notturno. Che nella notte, io le rumino, ma nel giorno, io di loro mi alimento. Roberta Dapunt ha vinto con Sincope il Premio Letterario Internazionale Viareggio Rèpaci 2018 per la Poesia.
Dalle precedenti raccolte di Roberta Dapunt abbiamo imparato a conoscere la vita del maso, i gesti ancestrali della sua gente e degli animali, e poi i silenzi della malattia, lo svanire della mente nell’Alzheimer eppure la capacità di resistenza della vita nella relazione fra persone legate fra loro dalla forza dei luoghi e degli affetti. Una poesia in direzione del sacro, cercato nelle piccole cose, ma anche inquieta, in costante tensione fra armonia e dissonanze. Nella nuova raccolta la spinta verso l’inquietudine è decisamente più forte. Il tono compassato lascia il posto a un’agitazione interiore, i segni senza tempo della natura non danno piú stabilità. Qui parla soprattutto il corpo: le alterazioni degli equilibri, le emozioni non controllate hanno sempre una corrispondenza fisica. Come nella poesia intitolata Epistassi il sangue «esce e finisce in terra», «Cosí anche il resto di me che cade, si rivolge al suolo questo corpo, | facile orizzonte davanti a me». Non solo premonizione, la morte è un tema che attraversa il libro in forma di pulsione e si condensa nella sezione Estinti: apparentemente opposta ma in realtà complementare a quella dedicata agli Istinti.
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