
ISBN L'Italia dei municipi
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Il movimento comunale italiano si sviluppa tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento contemporaneamente alla grande crescita economica e alla rivoluzione demografica che investe le città e i paesi di tutta Italia. La costituzione nel 1901 di una struttura permanente del movimento, L'Associazione dei comuni italiani, non avrebbe cambiato di molto l'atteggiamento totalmente negativo che fin dal secolo precedente il governo aveva manifestato verso le richieste degli enti locali.
Le novità venivano piuttosto dai comuni, dalle loro proteste organizzate, dalle pressioni che questi, attraverso parlamentari amici - liberali come della sinistra - facevano su un governo che caricava di spese i municipi e sottraeva loro risorse per ripianare il deficit dello Stato, un governo che scioglieva i consigli comunali spesso calpestando le leggi. La novità soprattutto era nell'originalità delle iniziative dei comuni. La più importante era quella - del 1906 - per la costituzione di un Consiglio superiore dei comuni che avrebbe dovuto regolare i rapporti tra governo e il complesso dei municipi, ma che sarebbe stata realizzata solo nel 1996, con la nascita della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali.
L'atmosfera di collaborazione tra comuni instaurata nelle assemblee dei sindaci avrebbe favorito la nascita, nel 1905, vent'anni prima dell'Istat, dell'Unione statistica delle città italiane, un'organizzazione che elaborava dati statistici sulla realtà urbana, indispensabili per programmare l'attività comunale. Lo stesso spirito di cooperazione avrebbe poi permesso l'avvio, nel 1909, della Federazione nazionale delle aziende municipalizzate.
Lo studio di Oscar Gaspari narra di questa vicenda che ha visto tra i protagonisti, insieme ad amministratori e politici di tutti i partiti, e di tutta l'Italia, personalità di grande rilievo come Salvemini, Bonomi, Sturzo. Una vicenda della quale non si aveva quasi nessuna memoria, come se la storia del movimento comunale non fosse stata degna di passare dalla prime pagine dei giornali e delle riviste dell'epoca a quelle dei libri di storia di oggi.
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