
ISBN 9788898848072 libro Letteratura ITA Libro in brossura 188 pagine
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"Secondo la leggenda, che ha dato origine all’appellativo veneziano Bepi del giasso, l’allora ventinovenne Iosif Vissarionovi? Džugašvili (il futuro Stalin) soggiorno nella laguna veneta, ospite dei mechitaristi del Monastero di San Lazzaro degli Armeni. Le delicate implicazioni rispetto al futuro del Partito che guido la Rivoluzione Russa del 1917, furono il motivo per cui quel viaggio doveva rimanere segreto. Negli anni Cinquanta il giornalista italiano Gustavo Traglia, forse troppo presto per la Storia, cerco di scoprire le motivazioni che portarono il leader bolscevico in Europa ma la pubblicazione delle sue ricerche fu ostacolata. L’autore si interessa alla vicenda, indaga, insegue le tracce e i tanti pseudonimi che Iosif dissemina lungo il suo cammino, accede all’archivio di Traglia, incontra persone che prima di lui hanno raccolto indizi, rintraccia le fonti, e passo dopo passo scopre che si tratta di fatti realmente accaduti. Che Stalin abbia scelto Venezia per raggiungere Berlino nel 1907 per incontrare in incognito Lenin, può sembrare leggenda: si imbarca come clandestino nella sala macchine di un cargo che trasporta grano da Odessa fino ad Ancona, con l’aiuto degli anarchici anconetani arriva a Venezia e si presenta alla soglia del monastero di San Lazzaro degli Armeni da dove poi si allontana clandestinamente per riapparire a Londra qualche mese dopo. Mentre Emanuele Termini fruga nel passato del giovane anarchico georgiano che combatte a suo modo contro l’impero di Nicola II, scopre, e noi insieme a lui, alcuni degli angoli più belli di Venezia; una citta dove ancora oggi, a più di cento anni da quell’inverno del 1907, quando si dice Bepi del Giasso si parla di Iosif Vissarionovi? Džugašvili: Stalin."
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