ISBN Senza vizi e senza sprechi libro ITA 120 pagine
ISBN Senza vizi e senza sprechi, ITA, 120 pagine
| Data | Prezzo |
|---|---|
| 2 ottobre 2026 | 15,67 € |
| 6 ottobre 2026 | 15,67 € |
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Informazioni sul prodotto
Fabio Picchi, padre fondatore del Cibrèo, uno dei più importanti ristoranti toscani e italiani, ha fatto del recupero della tradizione una delle peculiarità della sua cucina. In questo libro, che è insieme una brillante autobiografia e un vero e proprio manifesto culinario, l’autore ci insegna come evitare gli sprechi in cucina. «Nel vivere con gli altri vi è un momento in cui nello sparecchiare insieme e nel riordino della cucina ripongo gli avanzi del mio cucinato. Qualcosa finisce in una tazza, qualcos’altro in un piatto… la cucina si trasforma in quel momento nella mia macchina del tempo.» Sano principio di economia, l’utilizzo degli avanzi offre a Picchi l’occasione per esporre la sua personalissima visione del cibo: vita vissuta, ponte emotivo con gli altri, momento di condivisione e distensione.
Ma non solo. L’economia in cucina alimenta anche la virtù, e così Picchi organizza la sua esposizione in sette capitoli, ciascuno dedicato a uno dei sette peccati capitali, mostrandoci come il cibo sia, oltre che nutrimento per il corpo, anche rimedio, cura contro i mali dell’anima. Possiamo allora vincere l’Accidia preparando la polenta nelle sue mille varianti e non farci tentare dall’Avarizia grazie alla pasta e fagioli, uno dei culti del Picchi bambino. Il panino col salame diventa la cartina di tornasole per capire se il nostro nuovo amore avrà un futuro, mentre la preparazione della fiorentina ci farà comprendere la saggezza che si cela dietro a gesti apparentemente primitivi. Gli esorcismi contro l’Invidia passano attraverso la preparazione di piatti semplici come il risotto alla fiorentina o la pasta saltata, e la medicina migliore contro l’Ira sarà uno squisito purè di patate. Ultimo, ovviamente, il peccato di Gola, che l’autore ammette di avere commesso e che riesce a espiare grazie alla sua professione («Della mia infinita e insaziabile fame chiedo perdono facendo il cuoco…»).
Senza vizi e senza sprechi, rievocando sapori e odori impressi nella memoria, riesce a svelarci altri segreti, oltre a quelli dell’arte culinaria di un grande chef. In ogni ricetta l’autore va infatti al di là del semplice riutilizzo degli avanzi e ci offre sempre uno spunto utile, un’idea per creare una nostra personale rielaborazione del cibo rimasto sulla tavola, in sintonia con le nostre emozioni.
Fabio Picchi (Firenze, 1954), nasce aspirando immediatamente, per il labronico cognome, alla cittadinanza e natalità livornesi. Irrequieto nel suo percorso scolastico, perseguitato da un perenne e perentorio: «Il ragazzo è intelligente ma non si applica...», trova nei cinema pomeridiani e nei teatri serali felice soddisfazione e profondo insegnamento. Si innamora di tutto ciò che legge e vede. Passa dalla Facoltà di Lettere, per cinque minuti, e da Scienze Politiche, per tre ore. Trova lavoro nell'alba delle prime radio e televisioni libere fiorentine fino alla nascita di Giuditta, seguita poi da Giacomo, Giulio e Duccio. Si rifugia per sei minuti nella ditta paterna annunciando poi a tutta la famiglia l'intenzione di aprire un ristorante. È così che l'8 settembre 1979, dandosi una forte manata sulla fronte, entra nel mondo adulto con il suo Cibrèo. Dopo l'incontro con sua moglie, l'attrice, autrice e regista Maria Cassi, nel 2003 fonda con lei il Teatro del Sale, inaugurando una nuova stagione di condivisa creatività che trova anche nell'ultima nascita del mensile «l'Ambasciata Teatrale» un ulteriore luogo d'incontro culturale con i tanti collaboratori e i tanti straordinari amici. Dal 2006 collabora con la rubrica televisiva «Eat Parade a tavola», in onda su RaiDue. Nel 2009 pubblica con Mondadori-Electa il suo primo libro: I dieci comandamenti per non far peccato in cucina.
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