
ISBN Lo stato sociale in Italia 1997
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I risultati del compromesso siglato ad Amsterdam tra il 17 e il 18 giugno 1997, in quella che è stata chiamata la notte dei veti incrociati, ci danno la misura delle difficoltà da superare per trovare linee europee di convergenza sul piano delle politiche sociali, in un momento in cui l'emergenza occupazione colpisce la quasi totalità dei paesi membri dell'Unione Europea.
Non meno complessi i nodi da sciogliere in Italia, tenendo conto, da un lato, dei vincoli posti e confermati dal trattato di Maastricht e, dall'altro, della nuova domanda sociale proveniente dalle giovani generazioni.
Salvaguardare, rimodellandolo, un sistema di protezione sociale vuol dire assicurare a tutti eguaglianza effettiva di opportunità, assumendo quali priorità la piena occupazione e i processi formativi ad essa funzionali.
Occorre partire da questi presupposti per ridisegnare i contenuti e le stesse forme istituzionali del welfare state, per adeguarlo alla nuova configurazione assunta dalla questione sociale all'alba del XXI secolo. È necessario contenere, e in alcuni casi ridurre, il sostegno ai gruppi sociali già tutelati, a partire dal settore pensionistico; abbassare il tasso di universalismo e la protezione nei confronti dei ceti abbienti; spostare le risorse verso la nuova domanda sociale a tutela dei settori più svantaggiati.
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