
ISBN La società dell'informazione
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L'industria della comunicazione ha conosciuto in questi anni trasformazioni clamorose e continue, a cui non ha corrisposto, da parte delle nostre classi dirigenti, l'elaborazione di adeguate «politiche». Tutto è avvenuto - e avviene - secondo un disordine «spontaneo», di cui si scoprono gli effetti negativi di tanto in tanto, in coincidenza con i soprassalti e le crisi drammatiche di qualche grande - o grandissima - impresa. La verità è che i vari segmenti non sono mai stati ricomposti in una matura visione d'insieme.
Questo libro mette in discussione molti consolidati luoghi comuni sull'informatica e le telecomunicazioni. In primo luogo l'idea che l'informatica sia il passato e le telecomunicazioni il futuro. In realtà il libro argomenta le ragioni per le quali l'informatica rimane la «base materiale» sulla quale si sviluppano i nuovi servizi. Da ciò discende la constatazione che solo chi controlla l'informatica può raggiugere una autonomia economica nella struttura produttiva del futuro. In secondo luogo il libro contesta la lettura tutta tecnologica o tutta sociale della cosiddetta società dell'informazione, rimettendo in primo piano le opzioni politiche, sociali e culturali. Su queste basi vengono delineate le politiche industriali di cui l'Italia ha oggi bisogno in questo settore cruciale, per uscire da una condizione di imbarazzante minorità.
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