
ISBN Cafonal libro ITA 440 pagine
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Ogni giorno Roberto D’Agostino sul suo sito Dagospia, il migliore giornale elettronico realizzato in Italia, celebra, con il titolo di Cafonal, il rito dell’Italia cafona. Che s’ingozza, che balla, che si rifà il culo, la faccia e le tette, attovagliata alle feste che accadono di solito in un palazzo romano, normalmente proprietà di qualche aristocratico papalino o di qualche arricchito a base d’appalti pubblici e speculazioni edilizie.
L’Italia velina e briatora, con le facce spianate dal botox e cotte dalla lampada. L’Italia di comunisti e fascisti, popolo della libertà e popolo democratico, giornalisti Rai e capitani d’aziende pubblicamente possedute o sussidiate, cardinali e prelati, signorine svariate e svariatamente svestite, finti artisti del momento, ex democristiani ed ex socialisti riemersi da qualche processo, giornalisti non Rai e segretari particolari di ministri in carica, alti burocrati dello Stato passati e presenti, magistrati di Cassazione, sindacalisti di grido, e financo qualche generale dei carabinieri o della finanza, tutti a bere champagne rimpinzandosi di caviale e aragosta, per poi far finta di ballare il rock’n’roll sudando, puzzando e baciandosi sguaiatamente per la gioia di noi sudditi tutti e dei paparazzi.
Fra questi ultimi Umberto Pizzi, ottimo paparazzo da Zagarolo, che ogni notte lavora per D’Agostino. I suoi reportage sono dei capolavori di iperrealismo che valgono più di mille articoli di denuncia, più di cento analisi del perché e del perchecosa.
Venti anni fa Roberto D’Agostino, assieme a Renzo Arbore, aveva censito gli anni Ottanta in un celebre libro, Il peggio di Novella 2000. Con Cafonal cartografa il presente, che, come è ovvio, è ancora peggio, nel miglior saggio di antropologia contemporanea scritta nei corpi, nelle facce, nei movimenti colti dagli scatti di Pizzi, il primo meraviglioso ritratto fotografico della “casta”. Perché D’Agostino è il più bravo dei moralisti e il più allegro dei censori.
Roberto D'Agostino, nato a Roma nel 1948, dopo una breve carriera in banca ha debuttato come disc jockey nel 1965 nella trasmissione radiofonica "Bandiera gialla". Nel 1985 è stato lanciato da Renzo Arbore nel programma televisivo "Quelli della notte", con il ruolo di "lookologo" e critico di costume. Tra i suoi libri, Come vivere - e bene - senza i comunisti, Libidine e Sbucciando piselli, scritto con Federico Zeri. Nel maggio 2000 ha debuttato su Internet con il portale Dagospia, specializzato in pettegolezzi e scoop.
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