
ISBN Roma in Africa
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«Per anni ho cercato di capire come trasmettere, attraverso la fotografia, la straordinaria impressione che avevo provato di fronte alle città romane in Africa, remote nel tempo e nello spazio, distanti e rarefatte, come appena accennate in orizzonti amplissimi.
È forse impossibile resistere al fascino, alla provocazione, di due ingredienti fatalmente romantici: le rovine e il deserto. Un impatto così forte, come tradurlo in fotografia? Per me era decisivo evitare l’esotico da cartolina. Ho pensato che avrei potuto lavorare per sottrazione, guardando come attraverso una fessura. Ho pensato al gesto automatico di strizzare gli occhi per mettere a fuoco un grumo lontano, ho pensato alla cornice obbligata dal turbante aperto solo sugli occhi dei tuareg: il tentativo di contenere il tutto in una porzione.
Ho scelto allora di utilizzare una Hasselblad panoramica, una macchina molto semplice, con un solo obbiettivo, il 45 mm. Poiché tutto era così clamoroso, le distanze, le grandezze, la storia, la luce, era necessario ridurre il mezzo al minimo e lasciare che la coscienza e l’essere potessero emergere in una immagine senza trucchi».
Sono queste le suggestioni cui ci conduce Donata Pizzi in un viaggio fotografico di straordinaria intensità tra le rovine di Roma nel Nord Africa. Ridotta al minimo la dominanza dei colori del cielo, del mare o del deserto, la forza e la potenza della pietra emergono nella loro assoluta purezza e in una sintesi perfetta, ormai sedimentata, con il paesaggio che la ospita.
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