
ISBN Mausoleum libro ITA 288 pagine
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Testo a fronte Strappa a un gatto dopo il pasto lo stomaco, cuci l'organo, mettilo a bagno in acqua calda e dimostra quindi sul tavolo la digestione dei cadaveri. Nulla di piú bello e di piú nuovo. Un secolo illuminato. Eppure lo infestano i mosconi. L'abate è un maniaco. Copula rospi con salamandre: mostruose congiunzioni. Dalla femmina squartata estrae le uova, indi ammazza i maschi, ne stilla lo sperma e fa procreare i morti. Alla vista di cotanto spettacolo s'invola la mia fantasia.
Enzensberger è autore poliedrico: saggista, pamphlettista, romanziere, scrittore per l’infanzia, memorialista. Però forse i suoi libri entrati piú vigorosamente fra i classici del Novecento sono quelli di poesia. E Mausoleum, uscito in Germania nel 1975, è una pietra miliare del suo itinerario poetico. È un libro costituito da trentasette ballate dedicate ad altrettanti personaggi che hanno fatto, come dice il sottotitolo, «la storia del progresso »: da Giovanni de’ Dondi che nel Trecento costruí l’orologio di Padova a un altro italiano, Ugo Cerletti, che sei secoli dopo inventò l’elettroshock. In mezzo: Campanella, Leibnitz, Linneo e tanti altri pensatori e scienziati.
Se già Leopardi diffidava delle «magnifiche sorti e progressive» del mondo, Enzensberger ha uno sguardo ancora piú perplesso sulla modernità. Per lui l’aspirazione al dominio totale della natura ha creato un modello destinato a portare l’umanità al disastro. E a volte ha forgiato un tipo di scienziato squilibrato, sadico, dai deliri onnipotenti, come quello della ballata dedicata a Lazzaro Spallanzani che si eccitava compiendo mostruosità sugli animali «a fini di studio».
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