
ISBN Geografie del rischio
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Contributi di: Federico Amato, Anna Attademo, Mattia Bertin, Edward Blakely, Maria Pia Boni, Alessandro Coppola, Francesca Coppola, Emilia Corradi, Sara D’Annunzio, Stefano D’Avino, Claudia de Biase, Grazia Di Giovanni, Matteo di Venosa, Anna Faiella, Isidoro Fasolino, Giuseppe Fera, Enrico Formato, Daniela Frisullo, Adriana Galderisi, Veronica Gazzola, Roberto Gerundo, Michele Grimaldi, Giuseppe Guida, Giada Limongi, Salvatore Losco, Giacomo Magnabosco, Filippo Magni, Carmela Mariano, Marsia Marino, Alessandra Marra, Scira Menoni, Valeria Monno, Beniamino Murgante, Francesco Musco, Vittore Negretto, Maria Chiara Pastore, Alessio Proietti, Salvo Provenzano, Michelangelo Russo, Lucia Saganeiti, Giulia Setti, Maurizio Tira.
Il nostro paese è esposto a rischi e fragilità ambientali che rendono sempre più necessaria una pianificazione e una progettazione urbanistica modellate sui territori e attente alla sostenibilità dello sviluppo, anche a fronte dei sempre più frequenti eventi calamitosi connessi al riscaldamento globale. Si tratta di sfide che impongono uno sguardo di lungo periodo: l’azione umana può avere infatti una funzione centrale nella riduzione dei rischi intervenendo sulle vulnerabilità territoriali e ambientali, anche se, purtroppo, è ancora troppo spesso responsabile della generazione o dell’amplificazione delle condizioni di rischio. Questo volume documenta le principali innovazioni negli strumenti e nel bagaglio di saperi di cui disponiamo per offrire risposta alla domanda di incremento di resilienza dei territori. Se gli abitanti chiedono di «restare» in aree fragili ed esposte a rischio sismico o idrogeologico, occorre uscire dalla logica emergenziale e settoriale che ha segnato le politiche pubbliche negli ultimi anni e programmare interventi che rendano la transizione dal pre-evento al post-evento meno traumatica e più duratura. La pianificazione nelle aree a rischio è un terreno decisivo per le politiche pubbliche dei prossimi anni, e intreccia questioni sociali, economiche, ambientali, territoriali, e le relative competenze.
Gli autori del volume delineano modalità e strumenti per una più efficace gestione dei rischi, basata sulla prevenzione e sull’applicazione di modelli di cui la nostra migliore ricerca già dispone, con uno specifico focus sulle esperienze di ricostruzione messe in atto nel Centro Italia dopo i terremoti del 2009 e del 2016.
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