
ISBN Le elezioni amministrative della prima Repubblica
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È a livello locale che i cittadini apprendono la vita politica. È nei comuni che la società entra a contatto con la politica, colta nei meccanismi prosaici e disincantati del suo quotidiano lavorio. Un livello che però, per essere compreso pienamente, va inserito in un quadro generale, perché il locale non esiste senza il nazionale e senza rapporto con esso. Così, se da un lato è opportuno evitare di esaltare o creare il locale con l’artificio – l’invenzione del colore e del folklore – dall’altro è fondamentale rifiutare la riproduzione, in periferia, degli idealtipi elaborati a livello nazionale. È partendo da questi concetti che il volume narra il primo decennio di elezioni amministrative nell’Italia repubblicana. Anzitutto quelle del 1946, che segnarono la rinascita dei partiti e delle istituzioni ma, soprattutto, consegnarono alle donne la possibilità di accedere al voto. Le successive elezioni amministrative del 1951 e del 1952 furono invece profondamente influenzate dalla cornice nazionale e internazionale della contrapposizione ideologica, e ancor più lo saranno quelle del 1956: la «grande» politica era arrivata al comune. Attraverso lo studio della propaganda, dei linguaggi e della comunicazione, emergono alcuni temi e problemi della costruzione della democrazia, della partecipazione politica e del processo di trasformazione che ha reso moderna la vita delle italiane e degli italiani. L’analisi dei dati elettorali, del mosaico di volti, voci, eventi, emozioni, porta alla luce le «Italie elettorali»: le distinte e complesse identità culturali e geo-politiche della penisola; il rapporto tra l’orgoglio locale e l’identità nazionale; il farsi dell’Italia repubblicana nei comuni.
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