
ISBN Romanzi I libro Romanzo letterario ITA 1221 pagine
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I sei romanzi scritti da Anna Maria Ortese nellarco di un trentennio che è grosso modo il secondo della sua carriera (il primo, LIguana, è del 1965, lultimo, Alonso e i visionari, del 1996) rientrano a buon diritto nella categoria delle opere cosiddette «a influsso ritardato», destinate cioè a garantire al loro autore fama duratura ma non immediata. Né ci si deve stupire. La loro troppo inedita fisionomia (sul versante della forma-romanzo come della lingua: un «toledano frettoloso, estatico») ha fatto sì che la Ortese trovasse con grande fatica il suo pubblico, un pubblico che, come osserva Monica Farnetti, «solo in extremis lha onorata di unattenzione, e perfino di un fanatismo, cui la scrittrice dopo una vita oscura non poteva più rispondere né oramai dare credito». Eppure nessuno sembra più dubitarne la Ortese è degna di figurare tra i grandi protagonisti europei del romanzo novecentesco: pur se nella posizione isolata, perigliosa e di confine, povera di precursori e seguaci, che le assegnano senza scampo limplacabile potenza visionaria della sua scrittura e la sfrenata rêverie, il «pensiero sognante» che la anima. Pare quindi giunto il momento di riaffrontarne la lettura e di dedicarle le cure critiche, e filologiche, che la sua statura impone: compito primo delle Opere in raccolta, laddove non si limitino a un mero e sterile assemblage di testi. Questo primo volume comprende il grande racconto autobiografico del Porto di Toledo e il dittico che lo integra, Poveri e semplici e Il cappello piumato; seguirà, nel secondo, il ciclo fantastico, rappresentato da LIguana, Il cardillo addolorato e Alonso e i visionari. Le accurate Note ai testi ricostruiscono, anche sulla scorta di documenti inediti, liter di formazione dei testi, talora vertiginosamente complesso comè il caso del Porto di Toledo , mentre lIntroduzione segue e documenta con lacutezza e lelegante naturalezza che derivano da una lunga, amorosa frequentazione, lo sviluppo del sistema narrativo ortesiano: dalla scienza del lutto, dal planctus che innervano il Porto di Toledo alla scrittura empatica e misericordiosa dellIguana e dei successivi Cardillo e Alonso, trilogia che compone il più enigmatico bestiario del Novecento e cui è consegnata «una dottrina, unetica, alla fine dei conti forse anche una mistica, e senzaltro una compiuta e partecipata visione del mondo».
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