
ISBN Il gene agile libro ITA 483 pagine
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Cera una volta il dogma centrale della biologia: solo il fenotipo, cioè lanimale già formato, poteva «apprendere», e quindi solo nel processo di sviluppo lambiente poteva agire. Non che oggi il dogma sia stato ritrattato, ma si sono acquisite in merito immense conoscenze, e le modalità dellespressione genica sono state riconsiderate in maniera radicale. La conseguenza è che, a quanto pare, lambiente ha presa sullintero processo di espressione genica. Il vero «programma» della vita, il «macchinario» che esegue materialmente la trascrizione e lespressione genica, è aperto alle influenze esterne.Dopo decenni di dispute sempre più aspre e ripetitive sulla contrapposizione tra eredità e ambiente, gli schieramenti rivali degli «innatisti» sostenitori dellesistenza, nelluomo, di un nucleo arcaico scarsamente modificabile con lesperienza e degli «empiristi» invariabilmente antidarwiniani in nome di unidea di progresso si trovano spiazzati di fronte a fatti che dimostrano come tale dicotomia non abbia basi oggettive.È quanto emerge da questa indagine garbatamente rivoluzionaria dellèra post-genomica della biologia: indagine ampia, che spazia tra la genetica della malattia mentale e il comportamento criminale, lenigma del libero arbitrio e lorigine dellomosessualità. E dove lautore, con effervescente intelligenza, riassume lannoso confronto e individua la nuova eccitante prospettiva: in ogni essere umano sono presenti lespressione delle emozioni di Darwin e leredità di Galton, gli istinti di James e i geni di De Vries, i riflessi di Pavlov e le associazioni di John Watson, la storia individuale di Kraepelin e lesperienza formativa di Freud, la cultura di Boas e la divisione del lavoro di Durkheim, lo sviluppo di Piaget e limprinting di Lorenz. Nessuna spiegazione della natura umana che prescinda da uno solo di questi aspetti può dirsi completa. Tuttavia ed è qui che Ridley si muove su un territorio inesplorato è del tutto «fuorviante collocare questi fenomeni lungo un continuum esteso dalla natura alla cultura, da ciò che è genetico a ciò che è ambientale. Piuttosto, per comprenderli tutti, nessuno escluso, occorre comprendere i geni».
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