
ISBN 9788860045102 libro Critica letteraria ITA Libro in brossura 204 pagine
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Come potrebbe esistere Joyce senza Dublino, e, oggi, come potrebbe esistere Dublino senza Joyce? Il connubio tra queste due entità, però, non è così scontato: Joyce visse a Dublino soltanto un terzo della propria esistenza, dalla nascita (2 febbraio 1882) fino alla definitiva partenza per il continente (8 ottobre 1904), anche se fu talmente ossessionato da quei primi ventidue anni da scegliere la città e i suoi dintorni come ambientazione pressoché unica delle proprie opere. Inoltre, se oggi lo scrittore è venerato dai propri concittadini, ed è diventato una guida ideale per muoversi nella capitale irlandese, egli la lasciò sbattendo la porta, non fu mai tenero con la terra natale e anzi la trattò male, prima raccontandone anche gli aspetti più cupi, poi dedicandole un capolavoro comico che ne mette a nudo pregi e difetti. Per descrivere questo rapporto, e coglierne le tante sfaccettature, il libro analizza nella prima parte gli anni vissuti da Joyce nella città, e le poche occasioni in cui vi fece ritorno. Si concentra quindi sulle opere, in particolare su Gente di Dublino e Ulisse. Joyce fu il primo a offrire un ritratto attento e minuzioso della capitale irlandese e dei suoi cittadini, all’inizio in un’ottica realista, poi sempre più visionaria. La trasformazione delle pagine del primo Joyce fino a quelle delle opere mature e rivoluzionarie si avverte, oltre che nello stile, anche nel rapporto con la città e nella sua descrizione: Dublino diventa piano piano uno spazio simbolico, dagli echi mediterranei, il luogo dell’eterno vagare che ha nel protagonista di Ulisse, Leopold Bloom, la figura centrale.
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