ISBN Viaggio nell'economia italiana
ISBN Viaggio nell'economia italiana, ITA, 148 pagine
| Data | Prezzo |
|---|---|
| 15 marzo 2026 | 6,90 € |
| 15 marzo 2026 | 10,45 € |
| 22 marzo 2026 | 6,90 € |
| 31 marzo 2026 | 10,45 € |
| 17 aprile 2026 | 6,90 € |
| 17 aprile 2026 | 10,45 € |
| 30 aprile 2026 | 6,90 € |
| 30 aprile 2026 | 10,45 € |
| 7 maggio 2026 | 6,90 € |
| 31 maggio 2026 | 10,45 € |
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Informazioni sul prodotto
L’Italia è il paese dei distretti industriali, duecento realtà di eccellenza che «pesano» per quasi il 40% del Prodotto interno lordo nazionale e, sull’occupazione, con circa tre milioni di piccoli imprenditori, artigiani e lavoratori. Il made in Italy è nato qui, in questo mondo attivo e dinamico al quale si deve il 50% dell’export italiano. Tessile, meccanica, alimentare, ceramica, abbigliamento, gioielli. Ma anche nicchie di elevata tecnologia e innovazione imprenditoriale di altissima qualità.
Purtroppo, nonostante la vitalità del tessuto sociale dei distretti e la caparbia voglia di fare di chi vi lavora, questo modello industriale è in crisi: negli ultimi tre anni l’export è diminuito di ben sei miliardi di euro, con una crisi di fiducia crescente tra i produttori, aggravata dalla paura della minaccia cinese e dalle tensioni legate al supereuro. Delusi dalla inefficace politica economica del centrodestra, gli imprenditori e i lavoratori dei distretti hanno chiesto a Pierluigi Bersani ed Enrico Letta, entrambi ministri dell’Industria nei precedenti governi di centrosinistra, un confronto finalmente propositivo.
E così, in un viaggio di venti tappe in tre mesi, tra i distretti industriali del Nord-ovest, del Nord-est, del Centro e del Sud, i responsabili economici di Ds e Margherita hanno ascoltato le voci allarmate e le richieste di un’Italia silenziosa che non molla, a cui è necessario dare fiducia senza i proclami mirabolanti e irrealistici che stanno affossando il paese. Ne è emersa un’immagine complessa e articolata: un paese ricco di idee e di iniziative, ma anche di rabbia e sconcerto: desideroso di rilanciare l’industria manifatturiera e di evitare che l’Italia diventi la Disneyland ambientale e archeologica che tanto piace a chi non vuole investire sulla gente e sulla sua voglia di impresa. Il modello dei distretti non è finito. C’è una società pronta, se messa nelle dovute condizioni, a raccogliere la sfida del rilancio dell’economia nazionale. È necessaria però una nuova politica, fatta di proposte come le 50 elaborate durante questo viaggio, e che sappia accompagnare le nuove sfide cui è chiamato il sistema industriale italiano.
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