ISBN La famiglia Gramsci in Russia libro ITA 376 pagine
ISBN La famiglia Gramsci in Russia, ITA, 376 pagine
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Informazioni sul prodotto
Il 27 aprile 1937, nella clinica Quisisana di Roma, si spegneva dopo anni di prigione e di malattia Antonio Gramsci, il più nobile e amato dirigente del Partito comunista italiano. Arrestato dalla polizia fascista nel 1926, era stato condannato a vent’anni di reclusione, da scontare presso il carcere di Turi, in provincia di Bari.
Pensatore marxista, intellettuale e giornalista (fu lui a fondare “l’Unità” nel 1924), Gramsci, a distanza di decenni, continua a essere al centro del dibattito storiografico. Attorno alla sua tragica vicenda personale si addensano ancora nubi, sospetti, interrogativi. Quale fu il vero ruolo di Palmiro Togliatti nella gestione dell'”affaire” Gramsci? Perché l’autore delle Lettere e dei Quaderni, a un certo punto, cominciò a diffidare dei suoi stessi compagni di partito? A dubitare che si stessero attivando concretamente per ottenere la sua liberazione?
Nuovi documenti emersi dagli archivi sovietici – nonché la recente e intricata polemica sui diritti d’autore delle opere dell’intellettuale del ___ – hanno riaperto la discussione su alcuni momenti essenziali della biografia gramsciana, a partire dai sospetti sui veri motivi della morte.
Giancarlo Lehner contribuisce con questo volume al dibattito, presentando per la prima volta al pubblico italiano le voci delle donne di casa Gramsci.
Nell’ampio saggio introduttivo l’autore non rievoca soltanto i giorni tristi e angosciati della prigionia, ma ricostruisce in maniera più sfumata e problematica di quanto non sia stato fatto finora dagli storici il complesso rapporto tra il ___ e Gramsci. Nella seconda parte del volume, il diario inedito di Margarita, la prima moglie di Giuliano Gramsci (secondogenito di Antonio), e i ricordi di Olga, la nipote, oltre a offrire uno spaccato realistico della società sovietica, dalla stagione del “terrore staliniano” alla perestrojka di Gorbacëv raccontano le difficoltà economiche e le pressioni psicologiche cui dovettero fare fronte i parenti del leader comunista rimasti a vivere in Russia.
A settant’anni dal disperato esposto a Stalin con il quale i familiari avevano chiesto di fare piena luce sul “caso Antonio Gramsci”, il cammino diretto all’accertamento della verità non è ancora compiuto e Lehner ci propone una ricostruzione attenta e scrupolosa di un calvario personale e familiare, il ritratto nitido e dolente della banalità del Male realizzato a misura d’uomo.
Giancarlo Lehner (Roma 1943), giornalista e storico, è stato per molti anni redattore dell'«Avanti!». Ha pubblicato numerosi volumi, tra cui: Turati e Gramsci per il socialismo (con Lelio Lagorio, 1987), Il giorno che sconvolse l'Urss (1989), Togliatti, biografia di un vero stalinista (1991), Dialoghi del terrore (con Francesco Bigazzi, 1991). Per Mondadori ha pubblicato: La strategia del ragno (1996), Il caso Sergio Caneschi (1996), Attentato al governo Berlusconi (1997), Toga! Toga! Toga! (1998), Due pesi, due misure (1999), La tragedia dei comunisti italiani (con Francesco Bigazzi, 2000), Storia di un processo politico (2003), Carnefici e vittime (con Francesco Bigazzi, 2007) e La famiglia Gramsci in Russia (2008).
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