ISBN La voragine libro ITA 168 pagine
ISBN La voragine, ITA, 168 pagine
| Data | Prezzo |
|---|---|
| 8 giugno 2026 | 16,15 € |
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Più di 23 miliardi di euro. È questa la cifra che lo Stato italiano ha perso in soli quattro anni, dal 2011 al 2015, sui contratti derivati sottoscritti dal Tesoro con grandi banche d’affari internazionali. Un fiume di denaro destinato purtroppo a ingrossarsi, visto che da qui al 2021 sono più che probabili ulteriori perdite per altri 24 miliardi di euro.
Ma cosa sono i «derivati», di cui spesso si sente parlare e di cui altrettanto spesso si ignora l’esatto significato? Qual è la differenza fra uno swap e una swaption, fra un Cross currency swap e un Interest rate swap?
Luca Piana scava nel mondo sommerso della finanza e ne rivela metodi e strumenti, tra cui appunto i derivati, che il guru americano Warren Buffett, uno dei più quotati gestori di patrimoni al mondo, ha definito «armi finanziarie di distruzione di massa». Ricostruisce quando il governo centrale – ma anche Regioni, Province e perfino microscopici Comuni – hanno cominciato a usarli e per quali motivi. E spiega perché, a un certo punto, hanno avuto effetti così devastanti sulle casse pubbliche, oltre che su quelle delle amministrazioni locali.
In particolare vengono ricostruiti i dettagli dei derivati sottoscritti dallo Stato italiano con la banca d’investimento americana Morgan Stanley, che hanno costretto il Tesoro a sborsare ben 3,1 miliardi di euro, versati per giunta proprio nel momento in cui l’allora premier Mario Monti stava fronteggiando il rischio di non poter più pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Senza dimenticare che al Parlamento e all’opinione pubblica è sempre stata ed è tuttora negata la possibilità di prendere visione di questi contratti, rendendo di fatto impossibile una valutazione piena e trasparente della gravità della situazione. E, soprattutto, impedendo agli esperti di analizzare le ragioni che hanno spinto i dirigenti dello Stato italiano a imbarcarsi in operazioni dal profilo di rischio elevato, in alcuni casi addirittura speculativo.
Ma se molti aspetti di questa complessa vicenda restano ancora oscuri, una cosa è chiara fin d’ora: nei conti pubblici del nostro Paese si è aperta un’immensa voragine, e la colpa è da addebitare – almeno in parte – ai derivati e, quindi, ai governi della Seconda Repubblica che li hanno sottoscritti.
Luca Piana, giornalista, scrive di economia e finanza sul settimanale «L'Espresso». Nel 2014 ha vinto il Premiolino, il più prestigioso premio giornalistico italiano, per le inchieste realizzate con il collega Fabio Lepore sul «caso Stamina».
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