
ISBN L' ossessione del nemico
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Come mai nella lotta politica italiana non esistono normali avversari con idee e valori da rispettare, ma piuttosto acerrimi nemici, spesso ritratti come portatori di interessi occulti capaci di mettere a repentaglio il bene comune? Qual è la ragione di questo tragico vizio italiano che nasce con la Grande guerra, si inabissa durante il fascismo e riaffiora nel dopoguerra, con tanto di pugnali, pistole e fucili ostentati sui manifesti elettorali del 1948? E perché la radice di questo vizio è così profonda da riuscire ad avvelenare il clima di qualunque campagna elettorale, comprese le ultime?
Sono questi gli interrogativi cui provano a dare una risposta alcuni dei più autorevoli storici italiani, ricostruendo ciascuno da un’angolatura diversa l’ultimo secolo di lotte politiche. Nucleo essenziale dell’analisi è il conflitto mai sopito tra fascismo e antifascismo, e tra comunismo e anticomunismo, ma non meno importante risulta quello tra laici e cattolici, e la più attuale diatriba tra politica e antipolitica.
Le riflessioni condotte in questo volume – che riprendono e rielaborano i temi oggetto di un importante simposio tenutosi all’Università di Macerata – hanno suscitato un acceso dibattito, anche sulla stampa nazionale. Oltre a proporre una lettura trasversale dell’ultimo secolo di lotte politiche, i saggi qui presentati offrono un consapevole e ponderato contributo all’avvento, anche in Italia, di una compiuta democrazia dell’alternanza.
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