
ISBN 9788893445665 libro Letteratura ITA Libro in brossura 576 pagine
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«Nell'estate del 2004, ho iniziato a investigare su una persona che conoscevo appena, mio padre. Il progetto è iniziato con una sorta di reclamo: la lamentela di una figlia che i genitori avevano tenuto nascosta. Io ero alla ricerca di una canaglia, un mezzo criminale scaltro che era riuscito a sottrarsi a così tante cose - responsabilità, affetto, colpevolezza, dolore. Stavo preparando una requisitoria, raccoglievo prove per un processo. Ma da qualche parte, in un punto definito della mia ricerca, l'imputato è diventato un testimone». Così ha inizio l'indagine di Susan Faludi che affronta il tema dell'identità nel mondo moderno, partendo dalle vicende della sua disastrata famiglia. Quando la scrittrice, femminista convinta, ha scoperto che il padre settantaseienne - ormai straniero per lei e residente in Ungheria - aveva affrontato un intervento di chirurgia per il cambiamento degli organi genitali, la sua indagine divenne personale e urgente. In che modo questo nuovo genitore che sosteneva di essere "una vera donna" adesso era collegato al padre violento, silenzioso, rabbioso che lei aveva conosciuto, il fotografo che aveva costruito un'intera carriera sulla falsificazione delle foto? In un viaggio a ritroso nei recessi di un'infanzia e di una generazione, attraverso l'Ungheria e un labirinto di storie oscure, Susan Faludi porta avanti una ricerca identitaria che ha inquadrato un secolo e che, tra confini storici, politici, religiosi, di genere, pone la domanda di un'epoca: l'identità la si sceglie o è qualcosa a cui non ci si può sottrarre?
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