
ISBN Lavoro e non lavoro
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La disoccupazione ha raggiunto livelli quantitativi drammaticamente elevati in quasi tutti i paesi sviluppati; l'occupazione ormai ristagna anche nelle fasi di ripresa congiunturale, mentre la sottoutilizzazione delle risorse umane disponibili diventa un fenomeno cronico delle economie capitalistiche contemporanee. Secondo una schiera crescente di studiosi, il futuro prossimo, in assenza di radicali cambiamenti degli attuali modelli di produzione e di riproduzione sociale, sarà ancora più pesante dell'oggi, giacché il lavoro «vivo» tenderà progressivamente ad assottigliarsi, a «finire», almeno nel segmento mercantile dell'economia.
Gli scienziati sociali non hanno più ricette univoche e rigorose, anche perché negli ultimi anni il legame tra sviluppo economico e occupazione si è alquanto complicato. Gli schemi tradizionali del capitalismo fordista e keynesiano, che legavano meccanicamente crescita e occupazione, sembrano ormai obsoleti e, soprattutto, incapaci di coniugare accumulazione ed espansione della base occupazionale. D'altro canto, non si sono ancora affermate trame interpretative convincenti e praticabili, anche se non difettano gli «spacciatori di prosperità» che predicano ricette miracolose in grado di creare milioni di posti di lavoro in poco tempo.
Nata a ridosso del ciclo di lezioni tenute da economisti (Graziani, Lunghini, Mazzetti) e sociologi (Leccardi, Pugliese, Sivini) su «lavoro e non lavoro oggi» e organizzate dall'associazione «La città futura» di Cosenza, la riflessione di Cersosimo offre ai lettori materiali analitici e concettuali utili per una maggiore comprensione dell'attuale disoccupazione di massa e dei rimedi per combatterla.
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