
ISBN L’isola prigione libro ITA 408 pagine
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Un delitto efferato sulla plaja di Catania. Un giovane turista scandinavo viene trovato morto, dilaniato, irriconoscibile. Tanto che si pensa sia stato sbranato da una muta di cani. Ma le indagini della polizia lasciano emergere una verità sconvolgente, assurda, inaccettabile: le impronte sul corpo del giovane sono prodotte da denti umani, appartenenti a un solo individuo, dotato di una forza inimmaginabile. E poche ore dopo, in diretta televisiva, una cronista viene sbranata da un suo simile…
Al martellante rincorrersi delle notizie, i primi giorni, segue un inspiegabile silenzio, una sorta di “cordone sanitario mediatico” intorno alla vicenda, sempre più inquietante. Sull’isola si diffonde il panico, la fobia per la presenza dei “cannibali” provoca disordini. Interviene l’esercito – anzi gli eserciti -, ma non è chiaro per difendere chi da chi, o da cosa; si parla di guerra civile, ma di nuovo non si sa di chi contro chi. La popolazione viene “invitata” a evacuare l’isola. E per quelli che decidono di restare, c’è solo paura. È in questo scenario irreale eppure, drammaticamente, verosimile, che sono destinati a incontrarsi i tre protagonisti di questo romanzo: Michela, bella, irrequieta e solitaria guardia forestale; Gabriele, aspirante documentarista in cerca di una storia sensazionale dove mostrare “roba vera spacciata per finta”; Turuzzieddu, ragazzino siciliano fin nel profondo del dialetto, che il potere dei “mostri” l’ha sentito nelle grida di suo padre e sua madre. Nessuno di loro sa quanto coraggio dovrà dimostrare, nessuno sospetta che nell’isola abbandonata alla ferinità più ancestrale l’amore e la fiducia si riveleranno le sole possibilità di sopravvivenza. Ma tutti e tre, mentre fuggono e cercano di restare vivi, si ritrovano in un viaggio: alla ricerca di sé e, insieme, di un senso, che il delirio sempre più incontrollabile in cui si trovano immersi non sembra avere. Dovranno accettare che il potere, il potere assoluto sugli uomini e sulla materia, può essere l’unica ragione che ha determinato quella follia.
In quattro “tavole” – aperte ciascuna da prologhi visionari che parlano dell’inganno delle parole, dei libri e di una possibile, folle libertà -, con scrittura graffiante e intensa Cappellani denuncia e prefigura la spettacolarizzazione dell’orrore, la folle hybris umana di controllare le proprie risorse materiali e morali, e dà vita a un noir inquietante e ardito, capace di farci provare, nel profondo, paura. La paura che, sola, può spingere a cercare vie d’uscita.
Ottavio Cappellani (Catania, 1969) ha esordito con il dialogo filosofico La morale del cavallo. I suoi romanzi sono tradotti in oltre trenta Paesi. È autore di Chi è Lou Sciortino? (2004), Sicilian Tragedi (2007), Chi ha incastrato Lou Sciortino? (2009). Ha inoltre scritto la riduzione teatrale di Sicilian Tragedi (prodotta dal Teatro Stabile di Catania), e il soggetto e la sceneggiatura di My name is Sid, cortometraggio in concorso alla 68a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
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