
ISBN Come dire libro ITA 216 pagine
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Informazioni sul prodotto
Questo libro insegna come metterla con gli errori di grammatica.
Come dire la cosa giusta al momento giusto. Come trovare l’anima gemella su Facebook. Come dare un nome a un figlio. Come fare un discorso articolato. Come compilare un menu. Come tradurre i propri manicaretti a uso dei turisti.
Come esprimere i propri stati d’animo nel modo giusto per venire invidiati o compianti quanto lo si desidera. Come straparlare superlativamente. Come punteggiare i propri scritti continuando a pensare ad altro. Come comunicare con la scrittura le proprie espressioni facciali. Come parlare il bambinese.
Come (non) giocare con i doppi sensi. Come presentare uno scritto al lettore. Come rendere gentile almeno il proprio linguaggio (restando in quanto al resto i soliti cafoni). Come essere pazienti con il linguaggio del proprio medico. Come correggere la volgarità dei giovanilisti d’oggi. Come essere volgari in lingua altrui. Come essere correttamente scorretti. Come parlare bene una lingua che si può parlare solo male.
Come venire a patti con le regole ortografiche. Come scrivere un libretto operistico. Come scrivere un testo per Sanremo. Come commentare una partita di calcio in tv. Come scrivere una e-mail. Come coniugare i verbi nel modo migliore. Come fottersene della grammatica e vivere felici.
Stefano Bartezzaghi (Milano, 1962), saggista ed enigmista, collabora con "la Repubblica" e "L'Espresso", con rubriche di giochi con le parole e di divagazioni linguistiche ("Lessico e Nuvole", "Lapsus", "Come dire"). Insegna "Teorie della creatività" all'università Iulm di Milano. Suoi libri recenti: Non ne ho la più squallida idea (Mondadori, 2006); L'orizzonte verticale (Einaudi, 2007); Il libro dei giochi per le vacanze (Mondadori, 2009); Scrittori giocatori (Einaudi, 2010); Non se ne può più (Mondadori, 2010); Come dire (Mondadori, 2011); Dando buca a Godot (Einaudi, 2012); Il falò delle novità (Utet, 2013). Ha curato una nuova edizione degli Esercizi di stile di Raymond Queneau (nella traduzione di Umberto Eco; Einaudi 2001) e la seconda edizione in traduzione italiana della saga di Harry Potter (Salani, 2010).
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