
ISBN Il corpo odiato libro ITA 224 pagine
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A diciannove anni, Gabriele decide di lasciare il suo piccolo paese perso nell’Appennino marchigiano per andare a vivere in Francia. Parte da un giorno all’altro, senza salutare nessuno: fugge dalla noia di un’infanzia borghese e da una famiglia incapace di condividere le sue emozioni. A Parigi cerca una camera in cui dormire e trova lavoro come commesso in una famosa gioielleria dell’avenue Montaigne. Ancora non lo sa: ma il suo vero viaggio comincia proprio ora. Sarà un viaggio doloroso, ma necessario, alla scoperta di sé, verso l’atroce accettazione di un desiderio lontanissimo da tutte le regole che fino a quel momento si è ferreamente imposto: il desiderio di avere un corpo perfetto e degno di essere amato da un altro ragazzo.
Questo romanzo è il diario preciso, metodico e implacabile di una guerra: quella di un giovane uomo contro se stesso, contro i propri desideri più profondi, e, soprattutto, contro la propria “imperfezione”. Passo dopo passo, attraverso pagine scritte con strenua onestà, assistiamo al consumarsi del corpo di Gabriele, costretto alla rinuncia del cibo e al tormento di un’attività fisica portata all’estremo nel tentativo di accettarsi e di assomigliare sempre più all’irraggiungibile immagine interiore che egli ha di sé. Partecipiamo a momenti di cupo scoraggiamento, di rabbia e perfino di disgusto, ma anche ad attimi di gioia pura e di ritrovata pienezza, troppo spesso avvelenati da un senso di colpa sempre presente, inesorabile.
Così le notti proibite e sconvolgenti trascorse al Théatre de la Princesse – la discoteca di place de la Bastille che Gabriele frequenta – sono seguite con regolarità da una delusione amara e da lunghi periodi di reclusione nella “camera iperbarica”, come lui chiama il luogo in cui si raggomitola alla ricerca di un senso, di un equilibrio che gli consenta di dar vita alle sue pulsioni senza rimanerne travolto e ucciso. Attenzione, però: questa non è una lotta contro il pregiudizio degli altri, né contro i costumi sociali. Più semplicemente, è la lotta che ciascuno di noi sperimenta contro di sé, quando non è in grado di accettarsi davvero, di volersi bene e di trovare l’equilibrio fra le opposte forze della felicità e dell’ambizione.
Con una tenacia da guerriero, con rara onestà e con una ricerca francescana di semplicità nella lingua e nelle immagini (che volutamente riflette l’anoressia del suo protagonista) Nicola Lecca ci racconta la discesa agli inferi di un ragazzo esigente e feroce con se stesso quanto nemmeno il peggiore dei giudici potrebbe esserlo. Fuori da qualunque schema e da ogni possibile coro, ci restituisce l’immagine viva, complessa, dei sentimenti di un giovane alla ricerca di sé.
Nicola Lecca (Cagliari, 1976) è uno scrittore nomade che ha vissuto a lungo a Reykjavík, Visby, Vienna, Barcellona, Innsbruck e Venezia. I suoi libri sono presenti in 15 Paesi europei e in Brasile. Con la sua opera d'esordio, Concerti senza orchestra (1999), è stato finalista del premio Strega e, a 27 anni, ha ricevuto il premio Hemingway per la letteratura. Con Mondadori ha pubblicato: Hotel Borg (2006), Il corpo odiato (2009), La piramide del caffè (2013) e I colori dopo il bianco (2017, premio Elsa Morante). La maggior parte delle sue opere sono state adottate dalla Svenska Akademiens Nobel- bibliotek di Stoccolma e i suoi saggi filosofici sono usciti, in Olanda, per il prestigioso Nexus Instituut. Nicola Lecca è stato allievo di Mario Rigoni Stern e si considera un artigiano della parola. Da alcuni anni i suoi articoli appaiono anche su "la Repubblica".
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