
ISBN Shelter
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Shelter significa “rifugio”, “riparo”. Le poesie di Marco Giovenale sono ricche di immagini di case, di dimore e nascondigli: ogni tetto però, ogni ricovero se da un lato salva e protegge, dall’altro segrega, rinchiude, separa, disegna una cella possibile. I due elementi si implicano, non c’è l’uno senza l’altro, in una costante intermittenza tra asilo e prigione. Le poesie di questo libro, scritte nel solco di contrasti netti fra buio e luce, sono veri e propri veloci discorsi sull’inermità e sul rifugio, rispettosi della articolata sintassi del dolore che ci abita. I personaggi che vi compaiono – anche solo accennati – portano immediata con sé l’apparizione di uno scacco a cui si può sfuggire e che costantemente riappare. In questo senso, si potrebbe dire che Shelter dialoga idealmente, con i bianchi e i neri nettissimi, scanditi, iterati nel segno fotografico di Mario Giacomelli, o di Francesca Woodman, ai quali deve climi, pensiero, sguardo. Un libro intenso, capace di sorprendere a ogni sua pagina, un nuovo fondamentale tassello del percorso artistico di una delle voci più interessanti della generazione dei poeti nati negli anni Sessanta. Shelter espande, modella e porta a compimento la ricerca e i risultati di una “poetica del luogo” che da tempo ha reso Giovenale noto nel luogo di luoghi per eccellenza: il web, la rete – dove i suoi interventi costanti anche come critico e prosatore sono seguiti con attenzione.
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