
ISBN Stragi naziste in Italia
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Di fronte al dolore dei superstiti e dei parenti delle vittime, qualsiasi tentativo di analisi e di inquadramento storiografico delle stragi commesse durante l’occupazione tedesca in Italia rimarrà insoddisfacente. Ma la memoria – necessaria e incancellabile – non basta. Sta alla ricerca scientifica cercare di chiarire le responsabilità individuali e istituzionali, mentali e ideologiche.
In Italia, oltre ai civili deportati nei campi di concentramento, agli ebrei sterminati, ai militari uccisi dopo l’8 settembre 1943 o morti nei campi di internamento, più di diecimila civili, tra cui molte donne e bambini, furono vittime di atti di violenza commessi dall’occupante tedesco.
Prendendo in esame l’episodio delle Fosse Ardeatine, il ruolo di Erich Priebke, il massacro degli ebrei sul Lago Maggiore, e alcuni degli eccidi più efferati, Klinkhammer delinea una tipologia delle stragi e valuta il ruolo e la responsabilità degli alti quadri della Wehrmacht. Un lavoro pionieristico, che ha gettato luce sulle pagine più drammatiche dell’occupazione tedesca, e che ora in questa nuova edizione passa in rassegna e discute i più recenti contributi storiografici, riproponendo domande cruciali: qual era la posizione dell’Italia occupata nel sistema nazionalsocialista di dominio? E quali le matrici psicologiche e culturali delle stragi perpetrate nei paesi occupati? E quali, infine, sono stati i percorsi della memoria collettiva italiana nei confronti degli eccidi?
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