
ISBN La stanza sul tetto
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Solo le erbe selvatiche e la roccia avrebbero potuto resistere all’acqua, solo le erbe selvatiche o la roccia potevano resistere alla vita», sembra suggerire Ruskin Bond attraverso le vicende di Rusty e Ruth, i due ragazzini protagonisti dei racconti raccolti in questo volume. Due storie diverse, ma un comune destino, quello di vivere e affrontare lacerazioni e conflitti non solo personali, ma che appartengono a una terra intera, l’India di fine Ottocento, in preda ai tentativi inglesi di rafforzare ed estendere il dominio coloniale. All’odio etnico e religioso che impera, Rusty e Ruth oppongono la forza della giovinezza e i valori di amicizia e solidarietà ereditati da una lunga tradizione umana e culturale. Sono soprattutto le donne e i bambini, infatti, a farsi portavoce di una nuova speranza, a lottare in silenzio, con un’intelligenza che abilmente riesce a farsi beffe della crudeltà degli uomini e a rivelare la profonda stupidità di una guerra e delle sue ragioni solo in apparenza «logiche».
È questa l’India che ci racconta Ruskin Bond, con la semplicità e la limpida saggezza della sua scrittura: i milioni di piccole vite di un continente sterminato, i suoi villaggi più remoti e meno toccati dal progresso tecnologico. Con Il treno di notte, il lettore italiano ha imparato ad amare la nostalgia, il fascino, la dolcezza, l’umorismo delle atmosfere che lo scrittore indiano è capace di creare, trasmettendo quel particolare sapore agrodolce che sembra riassumere i mille volti di una terra magica e contraddittoria. Così accade ne La stanza sul tetto – esordio narrativo di Ruskin Bond, all’età di soli diciassette anni –, che comunica al lettore la spontaneità e la gioia di vivere della giovinezza.
Una cifra che Bond non abbandona neanche quando il suo racconto recupera la memoria dei fasti e delle drammatiche vicende del passato coloniale. È il caso de La tigre di Shahjahanpur, un altro classico proposto per la prima volta al pubblico italiano in questo volume. Basata sulle vicende reali della presa di Delhi da parte dei britannici nel 1857, questa novella, trasformata nel 1978 in uno dei film più famosi di Bollywood, è una tagliente riflessione sugli scherzi del destino e sull’intreccio tra storia e percorsi individuali.
Nella lettura di questi racconti è molto probabile che ci si senta sospesi in una singolare alchimia: il dispiacere di averli divorati così rapidamente e la precisa sensazione che le emozioni intense e contrastanti che trasmettono ci accompagneranno a lungo.
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