
ISBN O la poesia continua
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Herberto Helder è uno dei nomi più importanti della poesia portoghese contemporanea. Un vero e proprio monumento ancora in vita: il suo editore nell’ultimo ventennio non ha mai smesso di ristampare i suoi libri, perché Helder è divenuto una figura di culto adulata da intere generazioni di giovani poeti lusitani che lo considerano un assoluto modello.
Personalità spinosa, contraddittoria, feroce critico del proprio tempo, dei costumi e della mondanità letteraria, si è sempre mantenuto estraneo all’establishment culturale del suo paese, guadagnandosi da vivere con i lavori più svariati. Ha ricevuto numerosi e rilevanti premi letterari, che ha sistematicamente rifiutato: il caso più eclatante è quello del prestigioso e cospicuo Premio Pessoa nel 1994.
Helder ha fatto suo il postulato della libertà nelle sue molteplici espressioni e su questo principio ha basato il proprio percorso poetico. Poeta visionario e orfico, è stato fin dal suo esordio vicino al movimento surrealista, divenendone uno dei massimi esponenti. Nella sua poesia, infatti, è rintracciabile una luce bassa, un rumore di fondo che si insinua in ogni singolo verso, un rapporto con la materia mediato dalla tecnica, un’attenzione per il movimento che ne fanno una sorta di poeta post-futurista. Ma accanto a questa coscienza tecnica, anatomica, esiste un sussulto esistenzialista, che dona ai suoi versi un forte impatto emotivo, perché ha scritto Helder: “Scrivendo si impara quello che siamo”.
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