ISBN Paura di cambiare, ITA, 170 pagine

ISBN Paura di cambiare

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Informazioni sul prodotto

«Ciò che la cultura ha fatto con crescente determinazione da un paio di secoli a questa parte è immunizzarci dal presente. Ma non vedo perché debba continuare a farlo indefinitamente. È ora di elaborare il lutto per la perdita dell’unità e dell’eternità del sapere. È ora infine di smettere di usare la scienza per definire, per analogia o differenza, la cultura».
La cultura è il prodotto di una precisa contingenza storica: la presa di coscienza della modernità. Al trauma provocato dall’apparizione di un tempo illimitato e perennemente in progressione, dunque destinato prima o poi a dimenticarsi di noi e di tutto ciò che per noi è importante, si reagì feticizzando la storia, l’origine, fondando su di esse l’identità – ciò che resta identico. Soprattutto, si reagì attivando un discorso sul passato, in cui interpretazione e commento fossero, programmaticamente, più importanti di creazione e innovazione. In questo senso cultura è un concetto abbastanza recente, come del resto la parola che usiamo per esprimerlo: esiste più o meno da un secolo e mezzo. La sua forza gravitazionale è enorme: nulla sfugge alla sua attrazione. Si parla infatti di cultura scientifica, di cultura nazionale, di cultura di massa, di cultura popolare. Ma questa forza è anche la sua condanna. Perché un sistema che include ogni cosa è inevitabilmente chiuso, autoreferenziale, bloccato. Consente solo riciclaggi, rimescolamenti di materiali già a disposizione, investigazioni del già noto. Questo libro intende mostrare che tale visione nostalgica e totalizzante non fa bene alla cultura: invece di renderla onnipotente ne limita l’impatto e ne inibisce le ambizioni. Ne fa uno strumento reazionario, che oggettivamente favorisce i movimenti conservatori, da sempre esperti nell’incanalare le paure del nuovo e della libertà. Ma se a livello ambientale la Terra ha senz’altro bisogno di ecologia, a livello culturale ne ha avuta troppa. È ora di elaborare il lutto per la perdita dell’unità e dell’eternità del sapere. È ora di smettere di usare la scienza per definire, per analogia o differenza, la cultura. È ora di scoprire che il tempo della cultura non è il passato e che avere cultura non significa difendere ciò che siamo e neppure assimilare ciò che non siamo: significa aprirsi all’indeterminazione, alla varietà, al piacere di cambiare – non di essere diversi ma di diventarlo.

Libri ISBN
Prodotto
Nome
ISBN Paura di cambiare
Categoria
Marca
Caratteristiche
Versione lingua
ITA
Scritto da
Francesco Erspamer
Numero di pagine
170 pagine
Anno di pubblicazione
2010
ISBN (International Standard Book Number)
9788860364371
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