
ISBN La civiltà delle immagini
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Nel corso della sua vita Yves Bonnefoy ha concentrato il proprio interesse sullo studio della civiltà italiana, vale a dire dell’arte e della poesia di un paese che ha finito col considerare come la sua seconda patria. Lo mostrano libri come L’Entroterra, recentemente tradotto in italiano da Donzelli, ma anche tutta una serie di scritti più brevi, dedicati ad autori compresi tra il primo Rinascimento e il pieno Novecento, in quella sorta di particolarissimo territorio della mente e dell’immaginazione che va da Piero della Francesca a Tiepolo e Leopardi.
Il volume nasce dall’intento di Bonnefoy di riunire per la prima volta questi saggi di argomento italiano, con l’aggiunta di un’Introduzione e di un importante capitolo sulla Flagellazione di Piero della Francesca e i suoi enigmi, completamente inediti. L’autore vi ha voluto comprendere due scritti su Elsheimer e Poussin, che – giunti entrambi a Roma da altri paesi – sono anch’essi parte insostituibile dell’immaginario italiano.
Le pagine che fanno da fulcro al volume sono forse quelle dedicate all’Ariosto e ai Pastori d’Arcadia. Ma non meno intense sono quelle consacrate a Piero della Francesca, a Giovanni Bellini o a Giacomo Leopardi: pittori e poeti che consentono a Bonnefoy di esprimere un sentimento profondo di affezione, di esercitare una critica la cui cifra specifica sta proprio nell’affetto, nella simpatia, nella condivisione. Ciascuno dei suoi autori viene così riconosciuto in ciò che ha di più personale, e affrontato dal punto di vista della poesia, che è la motivazione essenziale di ogni spirito veramente creativo.
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