
ISBN Quasi un consuntivo
Prodotti simili
Informazioni sul prodotto
Mia ombra mio doppio,
talvolta amico ma più spesso
straniero che mi infuria ostinato,
mio calco che nessuna malta riempie,
fantasma appena colto,
di te ho centinaia di fotogrammi
sfrenati dalle corse, trattenuti
nelle reti, mio ombrello protettivo
paratutto, già cieco già binomio d’altro,
convengo con te quel che segue.
Niente di umano scoperchia la follia.
Remo Pagnanelli riconosciuto da Franco Fortini e Vittorio Sereni come uno dei più interessanti poeti e critici nati negli anni cinquanta – è un autore di culto la cui opera resta pressoché introvabile. Testimone di una generazione schiacciata tra i maestri degli anni sessanta (Luzi, Sereni, Fortini) e le delusioni post-sessantottine, con la sua passione per la letteratura ha lasciato versi esemplari e un ideale di etica della storia nel cui fuoco ha consumato in fretta la propria vita. Dopo il ’68 (così s’intitola la sua prima raccolta), mentre stava crescendo il fuoco delle neoavanguardie, il marchigiano Pagnanelli si è tenuto «stretto» Leopardi insieme con Sereni, e ha lavorato con rigore sulla parola e sull’intonazione poetica. Tra classico e moderno, lirica e poème en prose, il verso di Remo Pagnanelli si impone ancora oggi come continua e silente tensione tra ciò che accade prima e ciò che accade dopo la morte di ciascun individuo, di ieri come di oggi; dialogo pacato e ostinato con un altro e un altrove grazie a una particolare percezione leopardiana della Natura in grado di dialogare a distanza con un’epoca di passaggio come quella che la poesia di oggi continua a vivere, sospesa tra fine e inizio millennio.
Recensioni clienti
Dicci la tua opinione sul prodotto o consulta le recensioni di altri membri.