
ISBN Di soglia in soglia libro ITA 116 pagine
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Riunito è tutto ciò che vedemmo, | a prender congedo da te e da me: | il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia, | la sabbia, che con noi l'attraversò di volo, | l'erica rugginosa lassù, | tra cui ci accadde il mondo.
Composte nei primi anni Cinquanta, le quarantasette poesie di “Von Schwelle zu Schwelle” rappresentano per Paul Celan il tentativo di costituirsi una seconda casa – la “soglia” che dà il titolo alla raccolta – nella quale idealmente custodire quanto egli aveva potuto salvare dalla prima: il ricordo e la lingua materna. Il tema dell’iserimento in una nuova realtà – geografica ed esistenziale al contempo – percorre le varie tappe e affronta i dilemmi e le crisi lungo il filo principale annunciato in apertura con l’emblematica figura nuziale che la dedica – “A Gisèle” – sottende. Un percorso umano e poetico che tuttavia deve fare i conti con la Storia. Per Celan – la cui famiglia perì nei campi nazisti – ciò implica il bisogno di portarsi al di là della morte e dello sterminio per ritrovare la soglia non rimossa della prima esistenza, l’Itaca ormai inghiottita verso cui bisogna faticosamente remare – si pensi a Bocklin e alla sua “Isola dei morti” – guidati dai defunti che nuotano in un “mare color squalo”.
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