
ISBN Altre visioni
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La poesia di Pietro Tripodo, per chi abbia avuto finora la ventura di incontrarla, si è da subito presentata con tratti di grande presenza, corda tesa tra la concretezza e l’astrazione, tra la vividezza e la tentazione filosofica. Tripodo è stato ed è un poeta al quale il panorama del nostro ultimo Novecento non può rinunciare. Critici di diversa estrazione (da Emanuele Trevi ad Arnaldo Colasanti, da Massimo Onofri ad Andrea Cortellessa), insieme a molti poeti, ne hanno fatto un punto di riferimento, come testimonia, tra l’altro, il volume di Trevi Senza verso, una sorta di racconto critico su Roma che trova in Tripodo il suo protagonista. La presente antologia, introdotta e curata da Raffaele Manica (che di Tripodo seguì l’opera fin dagli esordi), raccoglie i volumi editi, ma da tempo introvabili (Altre visioni, 1991; Vampe del tempo, 1998, qui accompagnati dalla segnalazione delle varianti previste dall’autore nella prospettiva di una ristampa). Si aggiungono, come necessario complemento, una scelta delle poesie mai raccolte in volume o inedite, e un’antologia dei testi tradotti o, per meglio dire, inseguiti sulla scia di una rigorosa e personale filologia, e infine incontrati da Tripodo in un’altra lingua e riversati nel suo italiano sempre preciso, ricco di implicazioni e di echi dalla tradizione poetica maggiore: ma insieme italiano chiaro e infinitamente rilucente, accanitamente poggiato sulla dura sostanza delle cose.
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