
ISBN Il naso di Giacometti
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Pittore e scultore surrealista tra i più amati del Novecento, Alberto Giacometti fu amico e sodale di artisti come Arp, Miró, Ernst e Picasso, e di scrittori come Prévert, Eluard, Bataille, Queneau, Beckett, e soprattutto Sartre, col quale instaura tra le due guerre un dialogo che influenzerà spesso l’opera di entrambi. La celeberrima scultura che raffigura il naso è tra quelle più evocative e al tempo stesso enigmatiche, che meglio hanno connotato lo spirito dell’artista svizzero: proprio attorno a questa ruota l’affascinante riflessione di Jean Clair, uno dei più autorevoli critici d’arte contemporanei.
Il naso di Giacometti è davvero molto lungo. Arriva lontano, in luoghi impensati dell’arte e della vita. Jean Clair li attraversa con passo lieve e sicuro, costruendo un ritratto affascinante quanto sorprendente dello «spirito» Giacometti. A partire da una scultura del 1947, il naso infilza antropologia e fiaba, psicoanalisi e biologia, incrociando i racconti di Perrault – e ovviamente Collodi – con quelli di Gogol’, la tradizione erotica orientale e occidentale con i film di Stanley Kubrick, i rituali carnevaleschi con i miti della Caccia selvaggia, le mutilazioni sacrificali e la chirurgia estetica.
Ma Jean Clair non si perde nel labirinto, e il naso torna fino a Giacometti, restituito alla sua – inedita – dimensione quotidiana, di artista sublime e materiale, ossessionato dal sesso e dalla morte: un Giacometti forse più vicino a Bataille e a Picasso che a Breton e ai surrealisti.
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