
ISBN Ungheria, 1956
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Ottobre 1956: le speranze, le emozioni, gli eventi di cinquant’anni fa rivivono nelle pagine di un grande scrittore, György Dalos. La rivolta del popolo ungherese (23 ottobre-4 novembre 1956) non fu in alcun modo pianificata: scoppiò come protesta spontanea e pacifica contro le menzogne, la miseria e la violenza di un regime incapace di rinnovarsi; proseguì quindi fino al suo tragico epilogo per mano dell’Armata Rossa, tra l’indifferenza e il silenzio dei mezzi di informazione occidentali. Su questa mancata percezione del significato e della reale portata storica della rivoluzione ungherese la sinistra italiana continua a discutere e a riflettere ancora oggi, come ben sottolinea Guido Crainz nella sua prefazione.
A un’accurata e rigorosa ricerca storica, resa possibile dall’apertura degli archivi, Dalos accompagna una viva ricostruzione del clima di quei giorni, facendo riemergere le voci di coloro che, persone comuni, divennero improvvisamente protagonisti della storia. Documenti, dispacci di agenzie, comunicati radio si intrecciano con la rivolta reale, vissuta sulle strade, nei quartieri di Budapest, e la continua sovrapposizione che Dalos riesce a creare fra le due prospettive – quella degli studenti, degli operai, della gente e quella ufficiale del governo ungherese e delle autorità sovietiche – produce un effetto stridente e quasi paradossale. Il libro è prima di tutto l’opera di un grande scrittore, un racconto intenso e commovente, in cui irrompono a tratti i ricordi personali: Dalos ripercorre quei drammatici eventi, che lui stesso visse, ancora bambino, e annoda il racconto storico alla memoria. La scrittura acquista così un ritmo e una capacità di coinvolgimento che ne fanno un testo di straordinario valore letterario.
A illustrare il volume, sedici scatti del fotografo della Magnum, Erich Lessing, che per questo reportage ha ricevuto l’American Art Directors Award.
György Dalos è nato a Budapest nel 1943. Oggi vive a Berlino, dove fino al 1999 ha diretto l’Istituto di cultura ungherese. È autore di numerosi volumi di narrativa, che scrive sempre sia in ungherese che in tedesco. È stato insignito di prestigiosi riconoscimenti, tra cui l’Adalbert-von-Chamisso Preis e la medaglia d’oro della Repubblica ungherese.
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