
ISBN La filosofia
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Nell’estate del 1932, Wittgenstein dettò a una dattilografa un testo di quasi 800 pagine (noto agli studiosi come Big Typescript, Grosso Dattiloscritto) in cui riorganizzò una vasta massa di appunti scritti nei due anni precedenti. Diversamente da tutte le altre sue raccolte di osservazioni filosofiche, il testo che egli allora compose si presenta come un libro di filosofia, diviso in capitoli e paragrafi, ciascuno con un titolo. Peraltro, quasi subito Wittgenstein cominciò a rielaborare il testo, di cui era, come sempre, insoddisfatto. Buona parte del materiale incluso nel Big Typescript – rielaborato solo parzialmente – venne pubblicato nel 1969 da Rush Rhees, uno degli esecutori testamentari di Wittgenstein, col titolo Grammatica filosofica. Tra le sezioni del Big Typescript che restarono escluse dalla Grammatica filosofica ci sono le pagine che qui pubblichiamo insieme alla traduzione italiana. Queste osservazioni – a cui Wittgenstein diede un ordine, ma non l’assetto di un discorso continuo – costituiscono l’insieme più ampio e significativo di riflessioni sulla natura e il metodo della filosofia che Wittgenstein abbia mai elaborato. L’immagine del lavoro del filosofo che si ricava da queste pagine è quella di un «lavoro su di sé», in cui le difficoltà da superare concernono non l’intelletto, ma la volontà e i sentimenti (perché evitare di usare un’espressione può essere difficile «come trattenere le lacrime»). La filosofia è un tentativo di resistere alle seduzioni del linguaggio, di non seguire le sue false piste, che da sempre tutti sono indotti a percorrere. La soluzione di un problema filosofico, quando la si trova, è banale come il consiglio, rivolto a un asceta sofferente, di lasciar semplicemente cadere il masso da cui aveva scelto di farsi schiacciare.
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