
ISBN Del delitto libro Filosofia ITA 182 pagine
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«Se è vero che le vicende della sua vita sono parte integrante dellimportanza di Socrate, si deve comunque dare tutto il rilievo possibile al fatto che egli morì assassinato» dichiara perentoriamente Manlio Sgalambro. Tuttavia Platone «omette pietosamente quella parola», e dal canto suo Nietzsche afferma certo a ragione che «Socrate volle morire». Ma chi desidera morire, osserva Sgalambro, «si trova intrappolato in una insana contraddizione», giacché nello stesso tempo vuole vivere. E così fu anche per Socrate, che delegò infatti il compito a un «benefattore» (euergetikós) così egli definì lassassino e con ciò introdusse una volta per tutte nella filosofia la figura dellomicida. Eppure la speculazione filosofica ha per lo più evitato di porsi le domande cruciali che ne derivano: quale mistero cela il delitto in se stesso? Chi è lassassino nella sua essenza? Domande che invece non teme di affrontare qui Sgalambro, tenace esploratore delle zone impervie del pensiero, spingendo lo sguardo verso quel punto dove lespressione «Luomo è mortale non significa in primis che luomo muore insigne banalità concettuale , ma che luomo è datore di morte».
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