
ISBN Il kepì libro Romanzo letterario ITA 161 pagine
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Colette, avvolta in «una vestaglia dalle pretese botticelliane», implora il saturnino Paul Masson di intrattenerla con qualche «bugia». E così, attraverso i cenni sparsi di quel «mistificatore abilissimo» prima, e labile fuori campo di Colette più avanti, ripercorriamo, dai suoi esili inizi fino al suo sensazionale epilogo, tutta la storia di Marco, «una bellezza del 1870, 1875, che rinunciava per modestia e per povertà a seguirci nel 1898», addentrandoci per brevi tratti nella sua bizzarra professione di autrice di feuilleton esotici, nelle repentine, ansiose metamorfosi delle sue toilette, e infine nella sua unica e tardiva passione, innescata da una beffa e da una beffa amaramente spenta. Ed è sotto il segno dellinganno che si pongono anche gli altri racconti di questo libro. Ingannevole è labito del seduttore con cui Albin Chaveriat crede di conquistare Louisette, una quindicenne «predestinata alla menzogna, alle connivenze illecite, insomma al peccato», per venirne, in realtà, spietatamente irriso. Ingannevole, come sempre, è la semplicità di Colette, che in Armande arriva a concedersi, per la seconda e ultima volta nella sua carriera, il provocatorio cattivo gusto di un lieto fine. E ingannevole, soprattutto, è il suo stile che, mentre finge di indugiare oziosamente su una vecchia collezione di cancelleria, ci mostra come, a chi sappia guardarlo, anche da un bastoncino di «ceralacca verde spruzzata doro» possa scaturire, girando su se stesso «come un nero derviscio», il fantasma di un intreccio. Il kepì è stato pubblicato per la prima volta nel 1943.
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