
ISBN Tautótes libro Filosofia ITA 251 pagine
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LOccidente si è eletto e perciò anche costretto a pensare che il divenire sia lemergere (e il rientrare) delle cose dal niente. Tale fede lo ha sospinto allestremo limite del nichilismo. A partire da questa precoce intuizione, nel corso degli ultimi decenni Emanuele Severino ha dipanato con rigore la sua meditazione intorno allessere, al divenire e alla possibilità (o impossibilità) di dire senza contraddizione laltro da sé, il diverso. Nel suo nuovo libro, che per forza teoretica si spinge ancora oltre lungo la via tracciata in Destino della necessità, Severino mette in questione la definizione aristotelica dellidentità (tautótes) intesa come «dimensione in cui si mantiene ogni tentativo dellOccidente di pensare lidentità», superando in modo originale laporia di fondo: come dire le differenze fra una cosa e unaltra senza per ciò stesso dire che «questo non è quello» e cadere quindi nella contraddizione di dire di un ente che «non è»? Queste pagine procedono attraverso un serrato confronto con alcuni luoghi classici di Hegel, Aristotele, Platone e Kant: e, come sempre nei libri maggiori di Severino, al lettore resta la sensazione di essere stato guidato a toccare direttamente alcuni dei punti nevralgici del pensiero.
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