
ISBN LIngegnere in blu libro Romanzo letterario ITA 186 pagine
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Gadda, che comè noto era un «celibatario solo come uno stecco», non ha mai proliferato né intrattenuto progenie alcuna, neppure in senso lato. Chi, daltra parte, potrebbe immaginarlo organizzare un cenacolo in pizzeria o fondare una rivista di tendenza o piazzare rampanti discepoli nella redazione di un giornale o alla Rai? Eppure il destino letterario sembra averlo, per vie misteriose, risarcito. Negli anni Cinquanta, quando ancora non aveva pubblicato il Pasticciaccio e molti critici lo consideravano solo un «eccentrico» o un umorista «cincischiato», Gadda trova improvvisamente, in una piccola schiera di scrittori irregolari e sperimentali che hanno adorato LAdalgisa, dei giovani ammiratori disinteressati ed entusiasti. Fra quei nipotini cè soprattutto Alberto Arbasino, che, come provano LAnonimo lombardo e poi Fratelli dItalia, dal grande macaronico sembra avere ereditato non solo la derisoria violenza della scrittura, ma anche la cultura cosmopolita ed eclettica, lo humour travolgente, linsofferenza per il «tritume delle correnti obbligative». Finalmente, allIngegnere di cui è stato amico e sodale, Arbasino ha dedicato un irresistibile ritratto che forse è anche un autoritratto, dove ora gli lascia la parola e si sottrae come uno scrupoloso scrivano, ora si concede appassionati esercizi di lettura, ora mescola alla voce di Gadda la sua, regalando anche a noi, come in un private show, briosi calembours, brandelli di conversazioni che paiono dossiane note azzurre, pettegolezzi e reparties alla moda, ricordi personali e amene celie, ironiche filologie e fonologie laura del tempo che i giovani fans di allora cercavano di trasmettere a quel signore in blu ritroso ma pieno di curiosità extravaganti e illimitata cortesia.
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