
ISBN D'Annunzio a Little Italy
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Il ruolo di D’Annunzio nella storia culturale tra Otto e Novecento si deve in primo luogo alla sua capacità di incidere ben al di là dell’ambito letterario. Da modello ante litteram dell’«immaginazione al potere» a maestro indiscusso dello stile di vita dandy, è noto che la popolarità del Vate è riuscita a sconfinare dall’agone artistico in quello politico ed estetico. Quel che molto meno si sa è che è diventato modello talvolta inconsapevole di un’intera generazione di italiani trapiantata tra il Nord e il Sud America, alla disperata ricerca di modelli positivi di italianità da propagandare in contesti tendenzialmente ostili e razzisti.
Luca Scarlini ci offre un repertorio di aneddoti e curiosità che testimoniano un’alquanto bizzarra fortuna di D’Annunzio presso il variegato mondo dell’emigrazione del Belpaese, a partire dalla vicenda della sua stessa famiglia, anch’essa trasmigrata a New York in cerca di miglior fortuna. Dalle tracce evidenti della sua oratoria nella pubblicistica di sinistra – basti pensare al sindacalista rivoluzionario Carlo Tresca – al calco dei tanti suoi motti di argomento culinario, divenuti una leggenda nella galassia in espansione dei ristoranti italiani. Il Vate, quindi, come personaggio clamoroso, che col suo vivere inimitabile fornisce un’immagine accattivante di un’Italia ben diversa da quel covo di mafiosi e accoltellatori che sanno di aglio – secondo uno degli stereotipi più in voga sulla stampa statunitense dell’epoca.
Il filo lungo cui si dipanano queste pagine non è dunque quello della ricezione dello scrittore, quanto la sua fortuna come vero e proprio maestro di stile.
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