
ISBN 9788865426692 libro Critica letteraria ITA Libro in brossura 188 pagine
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Seguendo una prospettiva anticlassicistica cui si mantenne fedele dalla gioventù fino all'estrema vecchiaia, Wilamowitz nella sua «Letteratura greca dell'antichità» dedica all'età classica (V e IV sec. a. C.), la più conosciuta e rinomata, soltanto una settantina di pagine su un totale di oltre 300. Ma le pagine che egli scrive su quello che chiama "periodo attico" sono all'altezza della fama. I ritratti che Wilamowitz traccia tra gli altri di Sofocle, di Euripide, di Isocrate, di Senofonte e di Platone mettono a fuoco le grandi personalità letterarie dell'epoca condensando magistralmente aspetti biografici, sfondo storico e valutazioni estetiche. Uno dei capitoli più interessanti e per certi versi sorprendenti di questa sezione della "Letteratura greca" è quello dedicato all'origine delle forme drammatiche. A oltre tre decenni di distanza dalla giovanile querelle che lo vide protagonista contro Friedrich Nietzsche, qui Wilamowitz - pur continuando a rivendicare la bontà e la necessità del cosiddetto metodo storico-critico - non esita a dichiarare che «tragedia e commedia, quelle diventate storicamente generi greci, hanno la medesima radice: l'estasi dionisiaca».
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