
ISBN La curiosità nei mondi antichi
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Aristotele diceva che l’aspirazione al sapere è uno dei tratti distintivi della natura umana. Eppure non tutti gli esseri umani sembrano mossi dalla stessa urgenza di espandere le proprie conoscenze o di verificarle; i più si accontentano di accogliere una sapienza tramandata. In questo libro uno dei massimi storici della scienza si interroga su quello che accade quando individui o gruppi sociali coltivano invece l’ambizione di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e sentono lo stimolo della curiosità verso possibili innovazioni. Esplorando i meccanismi che nelle principali civiltà antiche, in Grecia, in Cina e in Mesopotamia, hanno dato origine e sviluppo all’indagine sistematica sul mondo, Lloyd evidenzia i fattori che hanno stimolato o inibito tale indagine e gli interessi dai quali è stata nel tempo condizionata. Chi stabiliva gli obiettivi? Che ruolo giocava lo Stato nel sostenere, promuovere o bloccare la ricerca in campi quali la storiografia, la filosofia naturale, la ricerca medica, l’astronomia, la tecnologia, la matematica pura e applicata? Qual era il grado di definizione e di sviluppo di ognuno di questi ambiti della conoscenza nelle diverse società antiche? Come sono riusciti i grandi inventori, scienziati, pensatori, innovatori a convincere i contemporanei ad accettare il loro operato?
L’autore di questo brillante saggio indaga le differenti strade che l’innovazione ha seguito nel mondo classico, mostrando i risultati inaspettati di molti sforzi di ricerca, concentrando la sua attenzione sulle tensioni tra il controllo dello Stato e l’innovazione individuale e sui diversi modi in cui questi problemi sono stati risolti – affrontando questioni che si rivelano centrali per la ricerca scientifica ancora oggi.
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