
ISBN 9788806242015 libro Psicologia ITA
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Dodici saggi, in parte inediti, che ripercorrono lo sviluppo del pensiero di Warburg dal 1908 (quello sulle immagini degli dei planetari) fino agli appunti su Giordano Bruno (1929) vergati poco prima della morte. Vent’anni di riflessioni sull’astrologia, passando ovviamente per il Rinascimento, palazzo Schifanoia, il saggio sulle immagini nell’età di Lutero, ma anche sulla cosmologia babilonese e sugli influssi delle religioni orientali nella costruzione delle immagini cosmiche. Il tema astrologico percorre il pensiero di Warburg nel tempo e in profondità. L’astrologia, infatti, è quella congiunzione di opposti (pensiero magico da un lato, descrizione matematica della realtà dall’altro) che toccano il cuore delle sue riflessioni filosofiche-antropologiche. La storia dell’arte e più in generale la storia della cultura procedono, secondo lui, proprio in questa dialettica tra «biomorfismo» (per cui, ad esempio, nelle costellazioni si vedono forme animali) e scienza dei segni, tra un pensiero mitico-religioso che si radica nel senso di unità col tutto e la progressiva distanziazione tra l’io e il mondo esterno. Nell’introduzione Ghelardi ripercorre, come mai era stato fatto finora, l’itinerario culturale di Warburg, i suoi debiti con i pensatori che più lo hanno influenzato, come Hermann Usener per gli studi su mito e linguaggio, Franz Boll, studioso della Sphaera barbarica di Teucro, proprio per lo studio dei simboli astrologici, e soprattutto Ernst Cassirer, col quale Warburg ha intrecciato stretti rapporti di amicizia e gran parte delle riflessioni sui meccanismi delle forme simboliche.
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