
ISBN 9788815285256 libro Critica letteraria ITA Libro in brossura 176 pagine
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Che cos’è che hanno i bambini e che manca ai grandi? La capacità di meravigliarsi e un briciolo di fantasia. Sull’importanza della meraviglia si discute dai tempi di Platone e Aristotele, su che cosa sia la fantasia le idee sembrano invece molto meno chiare. Se è la facoltà grazie alla quale abbiamo pensieri o visioni su ciò che non è reale, non sarebbe poi diversa dall’immaginazione. Ma mentre l’immaginazione è ciò che conserva traccia dell’assente, la fantasia ha a che fare con la libera rielaborazione di quanto immaginato: la prima fornisce il cavallo e il corno, la seconda l’unicorno. La fantasia si caratterizza così non solo – per dirla con Calvino – come «un posto dove ci piove dentro», ma anche come un’ottima occasione per riflettere sul nesso tra libertà e costrizione, creatività e ripetizione, invenzione e scoperta, fare sul serio e fare finta. Tra filosofia, arte e vita quotidiana, il libro si propone di delineare quella «fantastica» che, in contrapposizione alla «logica», già Novalis e poi Rodari ritenevano meritevole di attenzione in quanto macchina per la riflessione e la creazione.
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